Metalwork

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Cinzia Bevilacqua, Il Sapore della Tela

MUSEO DIOCESANO - BRESCIA

La pittura di Cinzia Bevilacqua è modalità insostituibile d'indagine sulla struttura profonda dell'Essere, ricerca ontologica, cioè, rivolta a conservare le sensazioni visive, quelle che si depositano nella nostra memoria come rivelazione ed esperienza viva. Un'operazione pittorica, dunque, che rifugge dal pensiero che la conoscenza del reale avvenga nella contemplazione, perché l'artista fonde nelle sue tele sensazioni, sapori e saperi, amore per la natura e analisi dei suoi ritmi vitali, sempre accompagnati da un'assoluta padronanza del mestiere.

Impastata al colore, la luce si fa sempre materia, riverbero di sfumature che sfiorano vellutate pesche e brillanti ciliege, fino a divenire brano di alto decorativismo illusorio e ambientale in alti cilindri di vetro, che impilano limoni, amati da Montale come «le trombe d'oro della solarità».

In questa lunga mostra, curata da Giuseppe Fusari e Paolo Linetti, dedicata al cibo, l'artista narra la lunga storia di una ricerca segreta tra la mano del contadino e la terra, la mente e la realtà, l'amore per la Storia della pittura del passato e il distacco dalle logiche mercantile del presente. In ogni sua opera emerge sempre una certa umiltà e modestia, perché ciò che deve mostrarsi è l'armonia cosmica, l'equilibrio universale tra uomo e natura, l'amore per la terra, cadenzato dall'attesa, dalla gioia e dalla certezza dei suoi doni, espressi sotto forma di calendari di frutti e di ortaggi.

L'attenzione al quotidiano e ai dettagli si estende, poi, ad impaginazioni di angoli di cucina con eleganti tovaglie, ciotole di frutta e vasi classicheggianti, che esprimono il culto della stagionalità e la sacralità del cibo. Non mancano omaggi a cesti caravaggeschi (Allegoria della Vergine e Allegoria del Cristo), mentre i piatti, ricolmi di spaghetti, patatine fritte e ketchup, accentuano le abitudini alimentari contemporanee. L'artista, nell'esaltare la bellezza di ortaggi e frutta, narra la poesia della vita di campagna, il piacere del momento conviviale, ed applica, così, al nutrimento un significato più ampio: punto di congiunzione con tutte le realtà, da quella naturale a quella spirituale, da quella economica a quella magica, nelle quali l'armonia cosmica è sinonimo di sopravvivenza.

Giampietro Guiotto - Corriere della Sera